Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del 2017 che si è appena concluso.

 

Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del 2017 che si è appena concluso.  
Perché Avellino fa bene a puntare su Sacripanti anche per il futuro

Stefano Sacripanti. Fonte Foto Ciamillo-Castoria

Avellino ha cominciato la trattativa per l'allungamento del contratto di Stefano Sacripanti. Lo riporta Il Mattino e il suo agente ha confermato. E' una mossa corretta: Sacripanti, 48 anni, ha allenato oltre 600 partite in Serie A con una percentuale superiore al 52% di vittorie destinata a crescere in questa stagione. Soprattutto Sacripanti è allenatore di straordinaria continuità: non è mai stato esonerato, le sue squadre quasi sempre hanno reso per quanto valevano e qualche volta di più, non è mai stato un allenatore "usa e getta".

A parte Cantù, ha allenato a Pesaro due anni di fila, a Caserta tre anni di fila, ad Avellino questa è la terza stagione consecutiva. Sono segnali che dicono di un allenatore apprezzato, che sa stare al suo posto e integrarsi nei club in cui allena.

In serie A vanta sette piazzamenti tra le prime quattro della stagione regolare con tre club differenti e quattro semifinali scudetto anche queste in tre club diversi. La continuità è al di sopra di ogni sospetto e convalida la scelta di Avellino di accelerare i tempi alla vigilia di un mercato che potrebbe essere interessante (Bologna ad esempio sicuramente cercherà un top-coach).

Quello che Sacripanti non ha ancora fatto in carriera è vincere: una Supercoppa ai tempi di Cantù poi la tendenza a sfiorare il grande risultato fermandosi però sempre un attimo prima. Ad esempio ha giocato quattro semifinali ma le ha perse tutte e tre volte su quattro ha perso la "bella" (lo scorso anno ha perso 4-2 con Venezia); ha giocato due finali di Coppa Italia ma le ha perse.

Insomma una grande carriera, da grande allenatore (continuità di risultati, lunga permanenza, chiara identità tecnica) ma senza l'acuto che gli permetta di diventare non solo un allenatore top in Italia ma uno che abbia una dimensione internazionale. Che naturalmente può costruirsi ad Avellino perché questa per la Sidigas può essere la stagione decisiva.

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