Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del 2017 che si è appena concluso.

 

Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del 2017 che si è appena concluso.  
Montecatini 2017, la scintilla definitiva che fa esplodere la passione di Carlo Audino (1-segue)

Di certo sarà l'edizione più attesa. L'Italia, da superpotenza (oltre che squadra campione in carica over 40 e 45), si appresta a organizzare la prima edizione dei Mondiali di categoria in casa, in una regione come la Toscana in cui la pallacanestro è un must. E, titoli conquistati e da conquistare a parte, è la manifestazione che farà scoccare definitivamente la scintilla, non solo per le “solite” over 40,45 e 50, ma per tutto un movimento che aspettava solo di essere letteralmente incendiato facendo ardere una passione latente ma che mai si è affievolita.

I numeri globali confermano il successo che tutti ci aspettavamo: 367 squadre (il doppio rispetto alla precedente rassegna iridata), in rappresentanza di 50 Paesi diversi, per la prima volta da tutti e cinque i continenti, e suddivise in categorie che vanno dagli over 40 agli over 75 per gli uomini e dalle over 35 alle over 65 per le donne, con due province, Pistoia e Lucca, che con i loro 22 palazzi saranno l'ombelico di tutto il mondo maxibasketball. Tradotto, saranno circa 1000 partite di pallacanestro in 10 giorni. Il tutto per una prima, storica, volta che, mai come ora, ha messo in moto tutto un movimento che inizia molto più indietro nel tempo rispetto alla palla a due inaugurale.

Il motivo? Beh, se in tutte le ultime edizioni abbiamo visto come in campo ci fossero quasi sempre tre compagini azzurre, quest'anno addirittura ci saranno gli over 75 guidati da Giorgio Maria Bortolozzi e Giancarlo Sarti, i giocatori più “diversamente giovani” di questa edizione con, rispettivamente, 80 primavere tonde il primo, qualcuna in più il secondo ma entrambi con la voglia di un ragazzino di tornare a insaccare la palla a spicchi.

E come dimenticare i grandi nomi: dal padrone di casa Mario Boni, pronto a togliersi un'altra soddisfazione e reduce, nella stagione conclusasi nell'immediata vigilia, dell'ennesima promozione con la Gilbertina Soresina, a Sly Gray, Steve Carney e Danilo Del Cadia vicini a sfiorare l'ennesima vittoria della Promozione marchigiana. Ci fermiamo qui con l'elenco, non ce ne vogliano tutti gli altri, ma all'ombra del Mondiale casalingo sono tanti gli azzurroni che hanno messo nel mirino questa competizione. Lo sanno bene cosa voglia dire vincere ancora e farlo in casa. Così come sanno che la concorrenza sarà ancora più agguerrita. Ricordiamoci che ci sono sempre avversari del calibro di Sasha Volkov e di Jerry Reynolds...

Prima di addentrarci nel basket giocato, però, occorre fare qualche passo indietro perché questa kermesse è stata davvero la scintilla definitiva. Lo si capisce anche solo dalle fasi di preparazione, quando nei mesi che precedevano la prima palla a due, sono iniziati i preparativi per allestire quante più squadre possibile, contagiando tutto in movimento che aspettava solo la grande chance per esplodere. E questa ne è la prima testimonianza.

Verona. È scattata nella città scaligera l’Operazione Mondiali 2017 per le nazionali Over 75, 70 e 65 agli ordini di coach Tonino Zorzi. Gli azzurri ‘d’epoca’ hanno risposto all’appuntamento arrivando anche da regioni lontane. La distanza maggiore l’ha percorsa Peppe Vento, che si è mosso dalla sua Trapani in aereo. Questo esuberante siciliano del resto è abituato ai record: oltre a essere stato uno dei migliori giocatori siciliani di basket negli anni Sessanta, è uno dei più forti tennisti al mondo della categoria Over 70, e ancor oggi è spesso in viaggio per disputare tornei di tennis ‘Over’ in giro per i cinque continenti.
Vento è una icona vivente dello sport , anzi, degli sport. Perché non è mai stato fermo: il basket praticato in gioventù gli è servito per essere emergere nel tennis, e il tennis praticato ai vertici mondiali ora gli serve per essere in forma nel basket ed essere fin d’ora un punto di forza della nazionale Over 75 ai mondiali di basket a Montecatini (30 giugno – 9 luglio).
Certo, non tutti i convocati a Verona sono in forma smagliante. Anche perché in settembre, quando sono stati interpellati, non molti credevano che potesse avere successo l’idea di allestire nazionali di basket trasformando pensionati settantenni o giù di lì in azzurri in grado di competere in un campionato mondiale. Invece, poco a poco la passione è prevalsa su scetticismo, acciacchi, timori e incertezze. E il primo allenamento nel Palazzetto CONI di Verona ne è stato una conferma. Qualcuno ha un po’ di ruggine da togliersi di dosso, ma in tutti c’è ancora tanta passione. Faceva impressone vedere il contrasto fra capelli bianchi, rughe, movimenti lenti e l’ entusiasmo da ragazzini che questi veterani mostravano sul parquet.
I più numerosi all’allenamento sono stati i giocatori Over 75, la categoria più anziana, a cui il Veneto ha dato un forte contributo con Justo Bonetto, Vasco Properzi, Giorgio Cedolini, Giorgio Bortolozzi e Ottorino Flaborea. A loro si sono affiancati Claudio Turra, Peppe Vento e Giancarlo Sarti, il più anziano degli azzurri d’epoca, con 80 anni suonati. Accanto a Peppe Vento, di cui si è già detto, c’è un altro ‘polisportivo’: Bortolozzi, infatti, si tiene in forma da anni disputando – e vincendo spesso e volentieri – le competizioni internazionali Master di salto in lungo e salto triplo.
Un po’ scarsa la rappresentativa degli Over 70: Claudio Cavallini, Nino Comelli, Paolo Gambardella e Eligio De Rossi. Rappresentativa scarsa – per ora – solo di numero, non certo per la qualità dei giocatori. Cavallini spicca per il fisico asciutto, pronto e ben allenato; non c’è da meravigliarsi più di tanto, visto che ogni mattina si fa 7-8 km di corsa nei parchi di Torino prima di cominciare la sua giornata come medico nel suo studio. Ma anche gli altri non sono male, tutt’altro. Ciucci Devetag e Pino Maresca hanno già partecipato a competizioni ‘Over’ e portano il contributo della loro esperienza alla formazione Over 65, che a Verona si è presentata a ranghi ridotti per i molti elementi inclusi nella “injuried list”. Gli ex Mobilquattro Federico Nizza, Marco Veronesi, Giorgio Papetti e Pierangelo Gergati (peraltro assente a Verona) formano l’ossatura della nazionale Over 65. Accanto a loro – oltre a Maresca e a Devetag – c’erano all’allenamento Dino Rama, che da veronese giocava in casa, e Gianni Trevisan. In arrivo dal prossimo allenamento il gruppo dei pesaresi con Paolo Gurini, Franco Cinciarini, Alberto Paccapelo.
Ancora da Pesaro Carlo Ripanti fa sapere che il suo gruppo di nove Over 65 si allena ogni settimana da anni, che è in forma e si offre alla causa nazionale. Sarà coach Zorzi a decidere chi scegliere. La passione è il segreto che ha spinto questi ‘giocatori d’epoca’ a emergere nel basket, ad arrivare ai vertici nazionali e non solo. Avessero i giovani d’oggi la metà di quella passione, il nostro basket non sarebbe alle prese con la crisi che sta attraversando.
Tonino Zorzi ha condotto l’allenamento cominciando dai movimenti fondamentali e finendo con una partitella. Positivo il suo commento: “Devo dire che la situazione è migliore di quello che pensavo”.

Accoglienza esemplare – Il gruppo dei nazionali Over è stato per l’occasione ospite dell’associazione veronese “Amici del Basket”, rappresentata al palazzetto dalla presidente Paola Dalla Longa, che ha offerto un’accoglienza a dir poco esemplare, mettendo a disposizione degli azzurri di Zorzi un palazzetto perfetto e allertando la stampa locale. Ci sono state interviste televisive con giocatori di maggior richiamo, a cominciare da Flaborea, carico di successi in carriera (ma anche di qualche chilo di troppo), e da ‘paròn’ Zorzi. Intervista anche per Properzi, che a Verona è stato giocatore – allenatore oltre 40 d’anni fa, quando la Scaligera cominciava dalla serie D la sua scalata alla A. L’accoglienza ha compreso anche un sontuoso buffet alla conclusione dell’allenamento. Abbastanza, insomma, per fissare il bis a Verona con il prossimo allenamento il 24 febbraio.

Rileggete con calma questo prezioso frammento della voce autorevole di Mario Natucci. “Si allenano da anni”, “ogni mattino si fa 7-8 chilometri di corsa”. La dedizione sempre al primo posto, come rimarcato anche dal nostro Mario, anche solo per tenersi in forma. Ma qui in palio c'è una grossa occasione, per loro e per tutta l'Italia. Tanto che si arriva a lanciare appelli come quello che leggerete. Per far esplodere ancor più la passione. E per far capire che l'Italia è più presente che mai.

Cercansi giocatori nati dal 1952 al 1957 che vogliano far parte della nazionale Over 60 e partecipare ai prossimi mondiali di Maxibasket a Montecatini (30 giugno – 9 luglio).

L’Operazione Mondiali sta coinvolgendo attualmente quasi tutte le 8 categorie del maxibasket. Le più giovani (Over 40, 45 e 50) sono già pronte e rodate, oltre che cariche di allori (10 titoli europei e 5 mondiali negli ultimi 8 anni). E si sono già avviate le categorie più anziane (Over 65, 70 e 75).
Manca ancora la rappresentativa degli Over 60. Dopo la pubblicazione degli articoli sui primi allenamenti delle categorie più avanzate si è fatto vivo qualche giocatore Over 60, che non si rassegna a stare a guardare gli altri, e che vuole scendere in campo ai mondiali di Montecatini. Si dichiarano pronti Maurizio Benatti (ex Innocenti Olimpia Milano, Chinamartini Torino), Loris Benelli (ex Virtus e Fortitudo Bologna) e Fabio Maccheroni (ex Xerox Milano). Questo è un appello a chi ha un’età compresa fra i 60 e i 65 anni. Attenzione: rientrano nella categoria Over 60 anche coloro che compiono i 60 anni quest’anno.
Il requisito più importante è quello di essere in buone condizioni fisiche. Non è necessario aver giocato in serie A. Può andar bene anche chi ha giocato nelle serie minori; l’ideale è essersi tenuto in attività. È preferibile uno che abbia giocato in serie D o C ma si sia tenuto in forma giocando a basket, magari in partite fra amici, a uno che abbia un passato in serie A ma che da 30 anni non abbia più toccato un pallone e sia in vistoso sovrappeso.
Va da sé poi che bisogna essere disposti a mettersi in gioco, a organizzarsi, a fare sacrifici. Del resto questa è la logica dello sport, di qualsiasi sport. Dunque, Over 60 di tutta Italia, unitevi. I mondiali di Montecatini vi aspettano.

E alla fine la ricerca porterà i suoi frutti: anche l'over 60 sarà al via della manifestazione e, come dice Natucci, é sorprendente il modo in cui è nata la formazione degli Over 60 che si prepara ai mondiali. È bastato un appello lanciati per Internet sui più frequentati siti di basket; subito sono arrivate le risposte da varie regioni d’Italia. In capo a una settimana, con la regia del milanese Pino Maccheroni, la squadra era formata. Siccome le risposte sono state tante, ora toccherà all’allenatore Maurizio Vortici il compito di tirar fuori dal gruppone dei candidati i nomi di quelli cui affidare il ruolo di titolare.

Insomma, oltre alle tre “solite” (over 45, 50 e 55), si aggiungono quattro formazioni che fanno salire a 7 le nostre portacolori ai nastri di partenza per un'edizione del Mondiale che si appresta a diventare quella della storia.

Carlo Audino  

 (1-segue)

 

 

 

 

 

 

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