Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del 2017 che si è appena concluso.

 

Vi offriamo quelli che sono stati i 3 maggiori capolavori e i 3 flop del 2017 che si è appena concluso.  
Montecatini 2017, la scintilla definitiva che fa esplodere la passione di Carlo Audino (3-segue)

I primi giorni di questo Mondiale italiano sono una grandissima festa. Peccato che un piccolo incantesimo debba svanire subito. Già la seconda tornata di gare del girone, infatti, riserva una sorpresa poco lieta per i nostri colori.
L’avevamo detto, è una formula beffarda, infima. E anche ingiusta. Con la sconfitta con il Montenegro 81-79 la Nazionale Over 45 abdica e cede lo scettro del mondo dopo appena due partite, andando a giocare per la parte di tabellone valevole per l’undicesimo posto.
L’amarezza nel veder cadere i giganti del mondo degli ultimi quattro anni è tanta ma bisogna accettare il verdetto del campo. Dopo tanto equilibrio, il break decisivo è quello del terzo quarto: dopo il 42-41 su cui si è andati al riposo lungo, il Montenegro ha messo sul parquet tutte le sue armi, volando sino al +11 al 30’, complice anche qualche tensione di troppo degli azzurri, più che consapevoli della posta in gioco.
Nonostante una botta che avrebbe abbattuto chiunque, i leoni tricolori sono riusciti a tornare in partita: a 35” dalla fine i “vecchietti terribili” erano in svantaggio di una sola lunghezza. Un finale thrilling, tuttavia, non li premiava: l’81-79 sancisce un’immeritata sconfitta a un’ancor più immeritata eliminazione dalla fase che assegna le medaglie. Già da oggi, contro la Polonia, partirà la rincorsa al miglior piazzamento possibile per onorare fino in fondo la competizione. E pensare che, in uno degli altri gironi, è passato il Cile che ha giocato solo una partita perdendo nettamente con la Serbia. Il motivo? Una rissa in campo e sugli spalti tra i serbi e Panama che ha portato all’esclusione dalla manifestazione di entrambe le squadre.
“Dopo sei anni di vittorie senza perdere neanche un match purtroppo dobbiamo abdicare – commenta amareggiato Luca Allegrini –. Siamo caduti contro Montenegro: perdere in campo ci sta, ma perdere per un tabellone dalla formula alquanto equivoca e con abbinamenti estratti fa male. La partita di ieri, davanti a tantissimi spettatori italiani e non, sarebbe dovuta essere la finale e non la 2 partita di qualificazione. La politica non dovrebbe entrare nello sport”. Il riferimento all’organizzazione del torneo è doveroso. Pur eliminando dalla corsa finale una delle protagoniste, la sostanza e la grandezza di questo gruppo non viene assolutamente intaccata: “Anche le favole più belle hanno un fine, ma sarebbe stato molto meglio se fosse stato lieto. Siamo comunque orgogliosi di quanto fatto e, nonostante le difficoltà, di non aver mollato dimostrando come, in qualsiasi ambito, la pallacanestro sia una scelta di vita. E non è per tutti”.
“Sono orgoglioso di tutti i miei compagni e di tutto lo staff – dichiara il capitano Eugenio Capone – Abbiamo dato tutto in campo, arrivando a un passo dalla vittoria. Peccato per una formula così penalizzante: una sola, ma onorevole, sconfitta ci pregiudica la corsa ad una medaglia che in ogni caso meritavamo!”
Per la Nazionale Over 45 ora c’è la parte “media” del tabellone, quella che assegna i posti dall’11° al 20°. Piazzamenti che non rispecchieranno il valore tecnico, tattico e umano di questa squadra che, nonostante la spiacevole sorpresa, scenderà in campo a testa altissima, onorando l’impegno fino in fondo: “Tutti vogliamo concludere nel migliore dei modi questa manifestazione, divertendoci dentro e fuori dal campo…insieme!” – conclude capitan Capone.
Una sconfitta non macchia affatto un lungo cammino immacolato per quattro anni. Questi ragazzi, a prescindere, usciranno a testa altissima dal campo. Un Gruppo così (appositamente con la G maiuscola) non può che essere uno spot per tutto il movimento tricolore e per quei ragazzi che oggi si avvicinano al basket o aspirano ad avere una carriera ad alto livello: fisico e talento sono doti naturali, dedizione e passione no. Che siano 45 anni o 15, che siano 50 o 10, l’amore per la pallacanestro non si compra, rimane sempre una scelta di vita.
Un'eliminazione che lascia tanto amaro in bocca, non solo perché esce una delle nostre formazioni più accreditate, quanto perché non può essere una sconfitta a pregiudicare una medaglia. Ma questa è la pallacanestro: a volte dà tanto, a volte toglie perfino troppo. In fondo ne siamo innamorati anche per questo. Ma il Mondiale non finisce qui. Ci sono ancora tutte le altre selezioni in corsa. E che corsa. A parziale consolazione, infatti, arriva l'impresa dell'over 55 che batte i maestri del Team Usa guadagnandosi i quarti di finale.
Italia e Croazia, destini incrociati. Esattamente un anno fa l’esito di questa sfida aveva spento a Torino, definitivamente, il sogno olimpico della nazionale azzurra di Gallinari e Belinelli. Quest’anno il duello è destinato a ripetersi, ma ai mondiali Maxibasket della Fimba di Montecatini, riservati agli atleti dai quarant’anni in su. Un duello, è il caso di dirlo, elevato al quadrato.
Già, perché domani mattina si giocheranno in contemporanea due quarti di finale di altissimo livello. Al campo principale, e cioè il Palaterme, alle 12.30 sarà palla a due tra Italia e Croazia per le nazionali Over 55. Stesso orario e stesse nazioni al Palapertini, ma tra le rappresentative Over 50.
DREAM TEAM KO – Un doppio confronto, quello in programma domani, che riaccende più che mai una rivalità cestististica da sempre molto calda. Ma mentre gli Over 50, squadra in cui militano, tra gli altri, Mario Boni, Flavio Carera e Claudio Capone, ha avuto oggi un’intera giornata di riposo, al contrario l’Over 55 di Stefano Sbarra, Marco Tirel e Marco Solfrini sono stati assorbiti questa mattina da quello che è stato il big match dell’intero mondiale: Italia-Usa. Un ottavo di finale che avrebbe potuto valere la finalissima ma che il calendario, tragicamente, ha fissato troppo presto. E infatti la partita ha mantenuto le attese, quaranta minuti al cardiopalma, giocata al 100% da entrambe le formazioni che si sono date battaglia fino all’ultimo secondo e vinta dagli azzurri per 54-51. Per gli Usa grande protagonista l’ex Cantù ed Nba Jerry Reynolds, autore di 13 punti. Per gli azzurri una super prova da Marco Schiavi, per lui 12 a referto farciti da triple pesantissime, e Chris McNealy, dominante sotto canestro nonché miglior realizzatore con 14 punti, per lui una sorta di derby essendo nato a Fresno, California, ma fornito di doppio passaporto avendo sposato una donna italiana.
COACH BUCCI – “Una partita durissima, ma questo lo sapevamo - ha detto coach Alberto Bucci, allenatore anche dell’Over 50 e che quindi domani dovrà fare una scelta, se stare vicino ai “giovani” o ai “vecchi”- loro avevano i piccoli molto forti fisicamente e hanno messo subito pressing sui portatori di palla mettendoci in difficoltà. Giocando con tre guardie siamo riusciti a gestire meglio i possessi, specie nel finale”. Decisivo anche Maurizio Trotti, con due tiri liberi segnati a 5’’ dalla fine e poi bravo a intercettare il lungo passaggio dal fondo degli americani nel tentativo disperato di andare a canestro da tre a pochi istanti dalla sirena. 
La squadra, nel pomeriggio, si è messa nelle mani dei massaggiatori guidati da Giacomo Borsari, capo dello team di fisioterapisti dei Chicago Bulls ed ex membro dello staff degli All Blacks neozelandesi. Giornata invece di relax per il gruppo guidato da Super Mario e Flavio Carera, quest’ultimo premiato come miglior giocatore europeo del mondiale.
Per quanto riguarda le altre squadre azzurre, l’Italia Over 40 è qualificata alle semifinali, come l’Over 60 che venerdì giocherà contro la vincente tra Serbia e Germania. Tra le prime quattro anche l’Over 70, che invece dovrà vedersela con gli Stati Uniti in una sorta di rivincita. Già eliminata invece l'Italia Over 45, caduta contro il fortissimo Montenegro già ai gironi di qualificazioni e la Over 65.
Che impresa! E che delirio di fronte al proprio pubblico! Ma non finisce qui, perché, in fondo, siamo solo ai quarti. Le medaglie sono lì a portata e l'Italia non vuole tradire le attese. Iniziando a prendersi una piccola rivincita contro quella Croazia che ha fatto ingoiare il boccone più amaro alla pallacanestro nostrana.
Croazia asfaltata. Due volte. A Montecatini l’Over 50 azzurra travolge gli avversari 92-65 trascinata da un ispiratissimo Angeli, autore di 24 punti. Non è da meno l’Italia Over 55, che dopo una partenza sottotono e un doppio parziale 1-8 e 9-15 riesce a ribaltare ritmi e punteggio, chiudendo la gara con un pesantissimo 74-44 e concedendo ai croati appena 4 punti nel terzo quarto.
Il doppio confronto dunque non lascia spazio a interpretazioni. Gli azzurri Master si dimostrano semplicemente più forti dei biancorossi, sia sul piano tecnico sia su quello fisico. Parzialmente vendicata in questo senso la Nazionale di Gallinari e Belinelli, che giusto un anno fa aveva dovuto dire addio all’Olimpiade proprio cadendo per mano dei croati, a Torino.
OVER 50 – Boni e compagni mettono subito la quarta, portandosi avanti 21-11 nel primo quarto e 55-24 alla fine del primo tempo. Nella ripresa gli azzurri dilagano, arrivando molto vicini ai cento punti con coach Bucci che dà spazio a tutti e undici i giocatori. Cinque di loro vannoi in doppia cifra, oltre all’Mvp Angeli segnaliamo i tredici punti e il 6 su 6 al tiro di Dalla Libera, che ieri ha festeggiato i 50 anni, i 13 di Claudio Capone e Riccardo Esposito, infine i 10 di Bullara. Nove punti a referto per Mario Boni, tra gli organizzatori della manifestazione e che ha più volte ribadito in diverse interviste di credere molto nel progetto dei mondiali Maxibasket: a Montecatini quest’anno hanno portato quasi 40mila persone, seimila atleti e 367 squadre. Numeri che si possono migliorare, magari già dalla prossima edizione in programma in Finlandia, tra due anni.
OVER 55 – Diverso l’approccio alla partita dei colleghi cinque anni più anziani. Messi in difficoltà nei primi quindici minuti dal gioco pulito in attacco e dalla difesa sporca, ma sempre corretta, dei croati. In chiusura di primo tempo Tirel e compagni si scrollano via la ruggine e forse anche un po’ di stanchezza accumulata nella durissima partita contro gli Usa, Marco Solfrini punge più volte gli avversari dalla media e l’Italia chiude avanti 34-29, per poi dilagare nel terzo quarto con una difesa aggressiva e una condizione fisica decisamente superiore. Tre i giocatori in doppia cifra: quindici punti per il capitano Marco Tirel, 14 di Solfrini, tra i migliori, 14 anche di Roberto Gianni, una delle chiavi della ripresa azzurra nel finale del secondo quarto. Chris McNealy, l’Mvp contro gli Stati Uniti, è rimasto in panchina l’ultimo quarto d’ora per non forzare sulla gamba leggermente infortunata: la speranza è che in semifinale l’ex giocatore di Trieste, Desio, Bologna e Montecatini possa recuperare al 100%.
Si ricomincia domani alle 11: l’Over 55 affronterà la Germania mentre alle 12.30 toccherà all’over 50 contro l’Ucraina di Sasha Volkov.
LE ALTRE – Semifinali anche per l’Italia Over 40, domani pomeriggio affronterà la vincente tra Ucraina e Cile, e per gli azzurri dell’Over 60, sempre domani ma alle 9.30 del mattino se la vedranno con i pari quota della Germania. Dunque, dopo il doppietta con la Croazia, si ripropone un’altra sfida al quadrato, stavolta contro i tedeschi.
OVER 70 PER IL 3° POSTO – Niente da fare infine gli azzurri della Over 70 allenati dal paròn Tonino Zorzi, usciti sconfitti questa mattina 65-50 contro gli Stati Uniti. Sabato la finale per il terzo e quarto posto li vedrà opposti al Brasile. Tutta americana invece la finale, tra Usa e Cile.
Qui sotto i tabellini delle partite giocate dall’Italia Over 50 e Over 55.
Over 50: Italia-Croazia 92-65
Angeli 24, Noli 3, Capone 13, Esposito 13, Boni 9, Dalla Libera 13, Bullara 10, Montecchi 6, Calcagnini 1, Venturi, Carera (c). All. Bucci
Over 55: Italia-Croazia 74-41
Gianni 14, Sbarra 6, Trotti 5, Ferrari, Schiavi 7, Magni 2, Tirel (c) 15, Solfrini 14, Silvestrin 2, Porto, Ceccarelli, McNealy 9. All. Marinucci
A due passi dalla gloria. L'imperativo, a questo punto, è uno solo: Italia sii affamata che “mangiarsi” avversari e medaglie non sazia mai abbastanza finché non si taglia il traguardo finale.

Carlo Audino

(3-segue)

 

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