Tra il 1946 e il 1947, Harvey Pollack iniziò la sua carriera di “statistico” con gli allora Philadelphia Warriors. Da quel momento ogni qual volta si parli di statistiche non si può fare a meno di nominarlo. Accanito sostenitore di Philly, c’era quando la franchigia si spostò a San Francisco, c’era quando Chamberlain segnò i 100 punti (sua l’idea del cartoncino), c’era quando Doctor J vinse il titolo nell’83, c’era con i Bulls di Jordan, i Lakers di Kobe e gli Heat di LeBron e Wade. Un mago delle statistiche che per primo ha analizzato tutti i numeri delle 1230 partite dei ‘76ers – dell’era pre stats – e li ha raccolti nel Harvey Pollack’s NBA Statistical Yearbook, una Bibbia per gli appassionati dei numeri. Dulcis in fundo, è stato il primo a “contare” le stoppate e dividere i rimbalzi in difensivi e offensivi.
Chi scrive, di numeri non se ne intende molto ma ogni volta ne rimane affascinato, soprattutto quando si parla di NBA. Ormai tramite app, siti internet e portali (sia lodato l’inventore di Basketball Reference) abbiamo accesso a ogni minimo dettaglio, numero e percentuale che riguardi qualsiasi giocatore, dalla semplice media punti alle statistiche avanzate. Di recente Kirk Goldsberry – un altro nome che meriterebbe un approfondimento a parte – ha rilasciato delle particolari “shot charts”, suo marchio di fabbrica. L’ex giornalista di Grantland ha analizzato e trasformato in percentuale i canestri dei migliori e peggiori tiratori di questa decade, vediamo di che si tratta.
I MIGLIORI TIRATORI 2010-2019
Non c’erano dubbi e se ci fossero stati quest’immagine li avrebbe fugati, Steph Curry è il miglior tiratore da tre da due posizioni del campo, lato destro e lato sinistro. Non stupisce neanche Kyle Korver, un cecchino dalla punta e dall’angolo destro dove arriva al 50.7%. Ciò che sorprende, non è tanto Dirk Nowitzki, speculare e con due percentuali praticamente identiche o Chris Paul dal mid range, ma LeBron James e il suo 69.5% vicino al ferro. Nessun centro, nessun DeAndre Jordan o Anthony Davis, il Re sotto canestro è stato devastante con le sue penetrazioni e le sue schiacciate – notare che la percentuale è basata su almeno 500 tiri da oltre l’arco e 2500 tentativi dal pitturato.
I PEGGIORI TIRATORI NBA
Oltre a contestualizzare e dire che dal 2010 al 2016 il Mamba è stato martoriato dagli infortuni, entrando nella fase calante della sua carriera, bisogna aggiungere che Kobe Bryant non è mai stato un tiratore da 3 affidabile e il suo 29.6% dal lato destro del campo lo testimonia, avrei scommesso anche su una seconda posizione vista la mole di tiri tentata dal 24 durante questi anni. Non sorprendono Wiggins e DeMarcus Cousins con un misero 35% dal pitturato, ma il 29.5% di Russell Westbrook non piacerà sicuramente ai Rockets e a D’Antoni, nonostante proprio in questi giorni l’ex Oklahoma abbia annunciato che si allenerà per costruire un tiro da 3 più concreto.
IL MEGLIO DEL MEGLIO
Arriviamo alla fine e osserviamo quali sono i giocatori più letali. Il grafico ci mostra l’efficienza dei giocatori in relazione alla loro capacità di segnare, per farlo basta incrociare la True Shooting Percentage, cioè la percentuale reale di tiro di un giocatore, con i suoi tentativi. Possiamo vedere come ad alte percentuali possano corrispondere pochi tiri a canestro, in alto a sinistra troviamo Chandler e De Andre Jordan che si assestano tra il 63 e 68%, ma sono arrivati a provare meno di 5000 tiri. Mentre in basso a destra possiamo vedere come Melo, DeRozan, Aldrige e Westbrook abbiano tirato quasi 15000 volte e con scarsi risultati, non andando oltre il 55%. In alto a destra invece abbiamo il quartetto degli “Illuminati”: Curry, Harden, Durant e LeBron. Questi quattro giocatori hanno tentato 13 o 14 mila tiri e ne hanno segnati più del 64%, una percentuale irreale se si tiene conto del ruolo e che nella TS sono compresi tiri da due, tiri da tre e tiri liberi.
Quello delle statistiche è un mondo interessante, fatto di numeri, percentuali e grafici. Non possiamo valutare un giocatore solo da questo, ma ci permettono di capire la sua evoluzione o involuzione, ci forniscono una fotografia di aspetti tecnici e cestistici impercettibili quando si è di fronte alla televisione a guardare una partita. Perciò grazie Kirk, ma soprattutto, grazie Harvey.